Il metodo
Quando lo stesso stop si ripete, la chiave sta nel modo, più che nella forza.
Il coaching strategico lavora lì: su come fai, per cambiare quello che ottieni.
Come funziona un blocco
Il coaching strategico parte da una domanda pratica: come funziona, oggi, quello che ti ferma? Il perché è nato interessa meno. Le origini si possono raccontare per anni; il modo in cui il blocco si ripete si vede in una settimana, e si può cambiare.
Ogni blocco ha una sua sequenza: un momento in cui scatta, una reazione, un effetto che lo rinforza. Quando la sequenza è chiara, si vede anche dove mettere le mani.
La tentata soluzione
Quasi sempre il nodo lo stringe proprio la cosa che fai per scioglierlo.
- Ti imponi un piano più rigido, e il primo strappo diventa una resa.
- Ti ripeti che devi farcela, e la voce in testa pesa più delle gambe.
- Rimandi a lunedì per ripartire bene, e intanto la settimana scivola via.
Nel modello strategico questo si chiama tentata soluzione: la mossa che dovrebbe risolvere e che invece tiene in vita il blocco. Finché resta in piedi, aggiungere impegno la rinforza.
Per questo il primo lavoro è vederla con chiarezza e smettere di alimentarla. A volte basta questo per sentire la presa che si allenta.
Disciplina Gentile
Disciplina Gentile è il nome che do al mio modo di lavorare. Disciplina, perché la costanza resta il traguardo. Gentile, perché ci si arriva cambiando il modo, invece di aumentare la pressione.
In pratica: piccoli cambiamenti, scelti su misura, che il corpo e la giornata reggono da soli. Un passo piccolo fatto davvero vale più di un piano perfetto abbandonato a febbraio.
La consapevolezza arriva dopo, quando ti accorgi che qualcosa si è già mosso.
I compiti tra una sessione e l'altra
Il cambiamento succede fuori dalla videochiamata. Per questo ogni sessione si chiude con un compito pratico, preciso nel quando, nel quanto e nel come.
Alcuni compiti chiedono di osservare senza cambiare niente. Altri di fare una cosa piccola in modo diverso. Altri ancora sembrano strani, e funzionano proprio per questo: spostano il punto di vista prima ancora del comportamento.
Alla sessione successiva guardiamo insieme cosa è successo, e da lì decidiamo il passo seguente.
Coaching, allenamento, terapia: le differenze
Personal trainer o preparatore
Lavora su il corpo e il programma.
Ti dà esercizi, carichi, tabelle.
Coaching strategico
Lavora su il modo in cui fai, e smetti di fare.
Ti dà domande, un modo diverso di guardare le cose, compiti pratici.
Psicologo o psicoterapeuta
Lavora su il disagio psicologico e la salute mentale.
Ti dà valutazione e cura.
Il coaching lavora con persone che stanno bene e vogliono funzionare meglio. Se emergono ansia che invalida la giornata, disturbi alimentari, dipendenze o altro che riguarda la salute, la strada giusta è un professionista sanitario: te lo dico al primo colloquio e, se serve, ti indico a chi rivolgerti.
Domande frequenti
Quante sessioni servono?
In media sei, ciascuna di un'ora al massimo. La frequenza la decidiamo insieme, in base a come va.
Funziona online?
Sì. Tutte le sessioni sono in videochiamata, da dove ti trovi tu.
Serve essere allenati?
Serve avere qualcosa che si ripete e la voglia di guardarlo da vicino. Va bene chi corre una volta al mese e chi va in palestra cinque volte a settimana.
Ti occupi anche di altro, oltre lo sport?
Lo stesso meccanismo vale per lo studio, il lavoro, le abitudini. Lo sport è il mio campo principale; se il tuo blocco sta altrove, ne parliamo al primo colloquio.
Quanto costa?
Il primo colloquio è gratuito. Ogni sessione costa 110 €, e in media un percorso dura sei sessioni. I dettagli sono nella pagina Servizi.
Da dove vuoi partire?
In 30 minuti online, gratuiti, guardiamo insieme dove si stringe il tuo nodo e capisci se questo modo di lavorare fa per te.
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